L'app di Liminaal si espande: funzioni CAD, texture realistiche ed animazioni
22 Dicembre 2025
L’app XR di Liminaal continua a evolversi per avvicinare il modo di lavorare dei tecnici a gesti naturali e immediati. Le nuove funzioni nascono dall’ascolto di chi utilizza ogni giorno i software CAD e ha bisogno di strumenti più intuitivi per ispezionare i modelli, anche con colleghi a chilometri di distanza. Ora è possibile nascondere rapidamente gruppi di oggetti con un semplice gesto: invece di scorrere layer e liste complesse, un movimento naturale della mano permette di isolare solo ciò che serve, come un sottogruppo di componenti o una porzione di impianto.
In aggiunta, si può nascondere una singola parte semplicemente toccandola con un dito. Sfiorando il modello in XR, l’elemento scompare temporaneamente, permettendo di “smontare” virtualmente l’assieme senza cercare codici o nomi in una struttura gerarchica. Tutte le parti nascoste possono riapparire in qualsiasi momento, così da passare in un attimo da una vista molto pulita alla configurazione completa. Un’altra novità chiave è il piano di sezione manipolabile con le mani: l’utente può “afferrare” il piano, spostarlo, ruotarlo e farlo scorrere attraverso il modello per analizzare ingombri, interni e passaggi critici in modo estremamente intuitivo.
L’obiettivo non è sostituire il CAD nella modellazione, ma creare un ambiente immersivo più naturale per ispezionare i modelli, semplice anche per i non esperti. L’app XR di Liminaal diventa così un’estensione del CAD, pensata per comprendere meglio il progetto, favorire il dialogo tra reparti e prendere decisioni condivise in tempo reale.
Ma non è tutto: l’app introduce nuove funzionalità grafiche pensate per andare oltre la semplice visualizzazione di un modello 3D statico, trasformando ogni progetto in un’esperienza immersiva che racconta meglio come è fatto e come funziona l’oggetto reale. Una prima novità è la possibilità di afferrare le componenti e rimetterle in sede. Il tecnico può “staccare” virtualmente un pezzo, portarlo vicino al viso, ruotarlo, analizzarlo nel dettaglio e poi riposizionarlo con un gesto naturale. Questo rende molto più intuitiva la comprensione di assemblaggi complessi, senza bisogno di navigare tra decine di comandi o viste preimpostate.
A questo si aggiunge la possibilità di applicare texture realistiche per descrivere meglio la struttura di oggetti complessi, come ad esempio una struttura lamellare, uno scambiatore o un materiale composito. Non si tratta solo di estetica: le texture diventano un modo per comunicare intuitivamente la natura delle superfici, la stratificazione, le zone critiche o le differenze tra materiali. Inoltre, è ora possibile integrare animazioni funzionali, come i flussi che scorrono all’interno dei tubi di una macchina, i movimenti di un circuito, o la sequenza operativa di un meccanismo. Questi elementi dinamici aiutano a visualizzare processi invisibili nel mondo reale, facilitando l’analisi operativa e la spiegazione a chi non ha un background tecnico.
L’obiettivo non è creare un rendering fotorealistico, ma arricchire l’esperienza immersiva con strumenti che migliorano la comprensione di aspetto e funzionalità. In questo modo il modello diventa più semplice da comprendere anche per i non esperti, e può essere condiviso e discusso con clienti e colleghi che si trovano a chilometri di distanza.
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