Ricostruzione in realtà virtuale dell'incendio di Crans-Montana
12 Febbraio 2026
In Liminaal abbiamo realizzato una ricostruzione in realtà virtuale, di ciò che potrebbe essere avvenuto la notte di Capodanno a Crans-Montana. 41 persone sono morte, e più di 100 sono rimaste ferite, quella notte. Dopo una serie di eventi e circostanze che forse, se gestite in maniera diversa, potevano evitare questa tragedia.
Questa ricostruzione si basa su documenti, foto e video reperibili online, pubblicati dai principali organi di stampa, e non costituisce un rapporto, una posizione, o un’opinione ufficiale dell’autore. La rappresentazione quindi, non vuole essere una fedele ricostruzione dell’evento reale, né un’analisi di tipo forense, investigativo o giudiziario. La modellazione degli interni, i materiali utilizzati, gli effetti audio video ricreati, sono approssimativi e non derivano da dati rilevati. Grazie all’immersione garantita dalla realtà virtuale, questa ricostruzione vuole essere uno strumento potente per sensibilizzare, ed aiutare a capire come tragedie del genere possano essere evitate. Nonostante la ricostruzione sia fittizia, e non presenti immagini dal contenuto sensibile, se il dolore per questa tragedia è ancora troppo forte, consiglio di non visualizzare il video.
La sala del locale in cui è avvenuto l’incendio è interrata, e con spazi abbastanza ristretti. Al centro infatti il bar ne occupa una vasta porzione, e tutto attorno tavolini, divanetti, e un tavolo da biliardo, ne completavano l’arredamento. Risulterebbe inoltre che il locale fosse autorizzato come lounge bar, ma non per attività di intrattenimento danzante, una distinzione che impone requisiti antincendio molto più severi. Ma sappiamo come, la notte di Capodanno, in molti locali si faccia uno strappo alla regola, così come sulla capienza massima. Nel momento dell’inizio dell’incendio, potrebbero esserci state dalle 100 alle 150 persone. Muoversi liberamente con tutta quella gente, in un ambiente del genere, era quasi impossibile.
Le uscite di sicurezza probabilmente erano due. La prima, la stessa scala da cui si accede alla sala interrata. Questa scala in origine era larga circa 3 metri. Dopo alcuni lavori di ristrutturazione, è stata ristretta a meno di un metro e mezzo, probabilmente per fare più spazio nel locale stesso. Un’altra uscita di sicurezza, probabilmente si trovava dal lato opposto del locale. Ma da alcune immagini del circuito di sorveglianza di quella notte, c’è la possibilità che questa fosse ostruita da un mobilio. Durante i lavori già citati, era stato installato del materiale fonoassorbente sul soffitto, e si ipotizza che questo non fosse stato trattato con apposite vernici, che ne prevengono la combustione.
L’incendio potrebbe essere stato innescato da una fontana luminosa, applicata ad una bottiglia di champagne, che come si vede in molti video, erano state utilizzate nel locale anche durante eventi precedenti. Una di queste potrebbe essere stata inavvertitamente avvicinata troppo al soffitto, che come abbiamo visto prima, probabilmente non era stato trattato correttamente. Da qui l’innesco: in questi casi, inizialmente le fiamme sono contenute, un piccolo incendio con del fumo, che inizia a propagarsi nel soffitto. Come si vede dai molti video apparsi in rete, inizialmente nessuno si è preoccupato della situazione. La musica continuava e le persone erano tranquille. Nessun sistema di protezione attiva è intervenuto, nessun addetto ha cercato di estinguere le fiamme iniziali con un estintore.
Solo dopo molti secondi dall’innesco, probabilmente oltre un minuto dopo, le persone hanno iniziato a percepire il pericolo. Quando cioè il fumo aveva completamente avvolto il soffitto, e iniziava a scendere, limitando la visibilità e la vivibilità stessa del locale. La maggioranza delle persone ha scelto come via di fuga la scala d’ingresso principale, probabilmente troppo stretta per permettere l’evacuazione di tutte quelle persone, in così poco tempo. Nel frattempo la visibilità calava, ed era quasi impossibile orientarsi. Dopo pochi secondi, probabilmente circa 2 minuti, due minuti e mezzo massimo dall’inizio dell’incendio, le temperature hanno raggiunto i 600 gradi, ed è avvenuto il flashover, avvertito dai testimoni come un’esplosione.
Il presente lavoro ha l’esclusivo scopo di sensibilizzazione sulla sicurezza, e non l'attribuzione di colpe. La sicurezza è una catena in cui ogni anello deve essere solido: la realtà virtuale può essere uno strumento fondamentale, come in questo caso, per sensibilizzare maggiormente su aspetti così importanti, che mai devono essere sottovalutati.
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